In questa rubrica ti proponiamo le 3 news digital della settimana
Cosa è successo?
Il Garante della Privacy italiano, tramite un provvedimento cautelare, ha mosso delle critiche a ChatGPT in Italia:
Di risposta OpenAI ha bloccato il servizio temporaneamente in Italia. Sul web si è scatenato il delirio, e molti hanno iniziato a (ri)sollevare la solita narrativa che vede l’Italia come un paese retrogrado, non in grado di gestire l’innovazione. Subito sono spuntate fuori le alternative e i video tutorial su come utilizzare la vpn e accedere nuovamente a ChatGPT.
In realtà, la situazione è più complicata di così ed i dubbi del Garante sembrano essere legittimi (tanto che molti altri Paesi potrebbero muoversi in modo simile). La situazione verrà infatti presto discussa al parlamento europeo, spostando quindi l’attenzione non solo sull’Italia ma su tutta l’Europa.
Nei giorni scorsi, OpenAI e il Garante della privacy si sono incontrati in videoconferenza per risolvere il problema, e l’azienda ha confermato la sua volontà di collaborare con l’Autorità italiana con l’obiettivo di arrivare ad una soluzione positiva per le criticità rilevate su ChatGPT.
La scorsa settimana è stata pubblicata una lettera aperta, firmata da personaggi di spicco come Elon Musk, Steve Wozniak (cofondatore di Apple) e Yuval Noah Harari (storico e saggista).
"I sistemi di intelligenza artificiale più potenti dovrebbero essere sviluppati solo quando siamo sicuri che i loro effetti saranno positivi e i loro rischi gestibili…I laboratori di IA e gli esperti indipendenti dovrebbero utilizzare questa pausa per sviluppare e implementare congiuntamente una serie di protocolli di sicurezza condivisi per la progettazione e lo sviluppo di IA avanzate, rigorosamente controllati e supervisionati da esperti esterni indipendenti"
Insomma, il messaggio è chiaro: fermiamoci tutti, perché qui si rischia grosso.
Tuttavia, la lettera ci pone qualche dubbio:
Sviluppando una serie di protocolli di sicurezza condivisi non si risolvono i problemi della rivoluzione generata dall’intelligenza artificiale. Oggi non siamo neanche vicini al tema delle “intelligenze generali”, ChatGpt per quanto avanzato è sempre un sistema di completamento automatico basato su algoritmi.
Fermare la ricerca ora permetterebbe a OpenAI di mantenere il suo primato in questo settore e danneggiare ulteriormente i competitor.
Il problema è che, come spesso accade quando si parla di tecnologia, la legge si muove più lentamente di quanto non lo faccia l’innovazione.
Fermarne lo sviluppo però non sembra essere la mossa giusta.
L'entusiasmo per il metaverso si è raffreddato, ma non è scomparso. Nonostante Disney e Microsoft abbiano entrambe chiuso i loro progetti legati al regno digitale questo mese, altre aziende come Decentraland ricominciano a crescere.
La piattaforma, che ha registrato un calo del 25% degli utenti attivi dal novembre 2022 al gennaio 2023, sta rilevando un aumento grazie alla Metaverse Fashion Week, secondo DCL Metrics.
Uno dei metaversi più popolari attualmente è The Sandbox, una realtà di gioco dove vale la valuta Ethereum e in cui gli utenti possono creare, vendere, utilizzare e monetizzare i propri NFT. Visivamente, è chiaramente ispirato al famosissimo videogioco Minecraft. Sandbox è diventato popolare e molte celebrità e aziende hanno iniziato ad acquistare terreni digitali. Tra gli acquirenti più conosciuti troviamo: Warner Music, Snoop Dogg, Adidas e Ubisoft.
Lo stesso Zuckerberg il mese scorso ha promesso: "le due principali ondate tecnologiche che guidano la nostra road map sono l'AI oggi e, a lungo termine, il metaverso".
Solo il tempo potrà dirci se si tratta di un top o di un flop.
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